Contenuti per adulti
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Gennaio — Petroso silenzio di siderali falde lungo i giardini e le limose vette. L'anno nasce come un pensiero informe, bianco d'attese.
Febbraio — Arco fugace in cui esita - palpebra di brina - la luna. Tra il gelo di ghiaiate forme e la parola l'anima si volge verso l'invincibile albore. S'apre il cielo ad una ferita di luce.
Marzo — Il vento reca suoni di risvegli. Ascende la terra come il cuore di campanule a valle, lieve tepore che indugia tra le fronde.
Aprile - Solatìo fiorisce
il campo - improvvisa grazia -
viride segno d'amore
ogni gemma.
Tremano le vene nei tronchi,
come fili eppure vivi.
Maggio — Pienezza che trabocca dal ramo, nel cielo si schiara la nube rossa ed un Angelo riposa le sue ali. Il mondo è incanto che non teme il suo disfarsi.
Giugno — La luce indugia fino a sera, solenne favilla che scricchia nei campi già alti, sulle mature messi. Verde lampo la lucertola nella feritoia di limoni.
Luglio — Divampa nei pomeriggi il riverbero sui tetti, vibra nel petto il cuore come il frutto che si compie. Sulla fronte ridiscende in briglie - patula stilla - il mare.
Agosto — Grava sui colli riarsi - fermo bagliore odoroso di timo e di lavanda - di stoppie, quando il grano cede alla falce ed il mare placa la nostra sete d'eternità, le nostre mani tese verso il cielo.
Settembre — Ritorna l'uomo al vuoto che resta della luce, al suo operare silenzioso mentre il mondo muta tempra in un addio sussurrato piano. Si sfa la luce eppure brilla - marginato screzio - nel granello che resta, polvere, di una spiga.
Ottobre — Tesse la nebbia sui sentieri spenti, il fumo stinge in un cerchio di bruma. Ricadono le foglie come dimentiche presenze, assopite nelle viciniori pozze dove il fato gemina il passo in una dolcezza che consola.
Novembre — Piove sui disfatti orti, claustrale volta stride sopra i muri e dispiglia le sdrucciolate lastre di fumidi ristagni. Il cuore si fa piombo - secchito torso d'albero - e la memoria muta preghiera.
Dicembre — Notte che cala presto sui lontani nidi, sulle tegole di castagno. Ogni luce, dietro le finestre accese, è speranza che duole e ci attraversa, e lascia sulla sabbia l'ombra di un inciso.
Thea Matera